Pulire le pentole bruciate: quando l’olio di gomito non basta

A tutti è sicuramente capitato di avere la testa fra le nuvole e dimenticare una pentola sul fuoco. Lavori di casa da terminare, la lavatrice che chiama perché i panni sono da stendere e magari un’amica che telefona. Questi sono gli ingredienti vincenti per bruciare non solo la cena ma anche il proprio pentolame.

Tegami e pentole sono uno degli oggetti che nelle abitazioni delle persone sono sempre stati presenti, compagne della quotidianità che esistono fin dall’antichità di cui a variare è solo il materiale. I primi reperti trovati furono in terracotta o pietra ollare mentre il primo metallo utilizzato fu il bronzo. Solo nel 1700 cominciarono a comparire nelle case più ricche quelle in rame mentre a metà del 1800 cominciò ad essere utilizzato il ferro smaltato. L’alluminio comparve nel 1900 per poi lasciare spazio all’acciaio inox negli anni ‘30. L’eccellenza di questo materiale venne ben presto confermata tanto che, negli anni ’60, venne riconosciuto come il materiale più adatto per la cucina anche sotto l’aspetto dell’igiene.

Durante la lunga storia di questi oggetti casalinghi, sicuramente tantissimi cuochi si sono trovati con il fondo della propria pentola in bronzo o in altro materiale spesso saranno stati costretti a dure fatiche per recuperarle ma per fortuna al giorno d’oggi la soluzione esiste, anche se il problema non sempre è di facile soluzione. Quindi se dopo aver strofinato per ore senza vedere risultati incombe lo sconforto, nessun timore. Come riuscire a far ritornare lucide e splendenti le pentole bruciate?

Vi bastera seguire attentamente questa lista:
- come prima cosa riempire la pentola di acqua tiepida e versare al suo interno circa tre gocce di detersivo per i piatti, quello usato comunemente;
- continuare mescolando la soluzione che si è creata e mettere tutto sul fuoco;
- a questo punto basterà accendere la fiamma e attendere che arrivi a ebollizione: lasciare passare altri 10 minuti circa e spegnere, senza aspettare che la soluzione si asciughi;
- mettendo da parte la pentola l’acqua si raffredderà e agirà ulteriormente sulle bruciature;
- se la soluzione non è troppo calda, e se la pentola non è di quelle con un trattamento antiaderente, strofinare energicamente;
- svuotando il contenuto si potrà osservare il distacco del cibo bruciato dalle pareti interne. Se il risultato è soddisfacente sarà sufficiente detergere la pentola;
- se l’azione dello strofinamento non è sufficiente, soprattutto nel caso delle pentole antiaderenti, potete usare uno sgrassatore spruzzato direttamente sulle incrostazioni o anche della candeggina che, con la sua alta alcalinità e potere ossidante, dovrebbe aiutare a disgregare lo sporco;
- concludere il trattamento passando la pentola sotto l’acqua corrente per rimuovere i residui di detersivo o candeggina e bruciature.

Un piccolo consiglio: per le pentole antiaderenti, o quelle per cui non volete ricorrere allo strofinamento potrete sostituire nel procedimento il sapone per i piatti con del detersivo o una pastiglia per la lavastoviglie.

A questo punto le pentole torneranno a splendere e saranno pronte per cucinare qualche nuova prelibatezza.


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