Dubbi sui detersivi per i piatti? Basta trovare la formula vincente

 

Ogni giorno moltissime persone si trovano di fronte all’ingrato compito di lavare i piatti. Chi usa la lavastoviglie avrà prima solo il compito di eliminare i residui grossolani, mentre chi preferisce lavarli a mano dovrà utilizzare un buon detersivo per piatti, da usare disciolto nella bacinella, spruzzato sulla spugna o secondo le modalità preferite.

A prescindere dalla modalità scelta, il vero protagonista indiscusso di questa pratica è solo uno: il detersivo per i piatti. Per raggiungere l’obiettivo desiderato, ognuno ha i suoi assi nella manica e i suoi prodotti di fiducia, ma come scegliere quelli più efficaci?
Fortunatamente le stoviglie hanno - generalmente - superfici lisce dove lo sporco si non attacca facilmente. Il problema si pone quando si hanno incrostazioni resistenti, per le quali il sistema migliore è il famoso olio di gomito.
Che ruolo gioca, dunque, il detersivo per piatti?
Il suo obiettivo è quello di fornire tensioattivi sufficienti per eliminare lo sporco presente. La discriminante per scegliere un buon detersivo per i piatti è quindi la quantità di tensioattivi presenti, e quindi la sua concentrazione.

Variabile da considerare - anche se meno importante per il risultato finale - è invece la tipologia degli stessi e quindi la loro qualità. Tensioattivi appropriati consentono di garantire altre caratteristiche dei prodotti come per esempio:
- che siano delicati sulle mani,
- che non richiedano l’uso di solventi o addensanti e quindi non sprechino ingredienti per usi non essenziali

Le formule che si trovano attualmente in commercio permettono di avere quindi un prodotto ricco ed efficace, anche a basso dosaggio.

Come fare per capire qual è la dose effettiva da usare?
L’indicatore più utilizzato, in genere, è la schiuma. Anche se è vero che non è la schiuma che lava (ma i tensioattivi del prodotto) i prodotti formulati bene contengono un ingrediente che mantiene la schiuma fino a quando la soluzione lavante è efficace. L’obiettivo è, infatti, che la soluzione di lavaggio mantenga le sue capacità pulenti anche in assenza di schiuma ma, siccome questa è usata da chi lava come segnale per aggiungere altro detersivo, è importante che la sua scomparsa sia effettivamente collegata con il completo consumo dei tensioattivi presenti.
La regola risulta essere sempre la stessa: appena questa scompare è necessario aggiungere prodotto.


Utile comunque, in ogni caso, è seguire le indicazioni riportate in etichetta.

Riepiloghiamo le informazioni condivise fino a questo momento?
Bene, dovete ricordare solamente che, se avete ancora dubbi in merito alla qualità di un detersivo per i piatti, la risposta in realtà è semplice: deve combinare un'elevata quantità di tensioattivi, preferibilmente delicati sulla pelle, e una quantità di schiuma sufficiente a coprire lo sporco fino al completo consumo degli ingredienti realmente attivi

 

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