Cosa non pulire in casa con il bicarbonato di sodio

Quando si parla di pulizie domestiche il bicarbonato di sodio ha sempre un posto riservato sul podio dei rimedi casalinghi più utilizzati, insieme all’aceto di vino e al sapone di Marsiglia
Ma la grande versatilità attribuita a questa sostanza è effettivamente vera?

Come vi abbiamo già raccontato in questo articolo dedicato, l’“idrogeno triossocarbonato di sodio” (com’è stato denominato dalla IUPAC) è un sale di sodio dell’acido carbonico di origine sia naturale che artificiale e si presenta come una polvere bianca e molto fine.
La sua diluizione in acqua crea una soluzione debolmente alcalina, che può essere utile (infatti il bicarbonato è spesso un ingrediente dei detersivi) ma non possiede da solo le proprietà che gli vengono invece solitamente assegnate, ovvero:
- igienizzanti: il bicarbonato elimina parzialmente  i batteri solo se utilizzato in soluzione satura e non se aggiunto al bucato o in lavatrice, per i quali è preferibile ricorrere ad acqua ossigenata o percarbonato di sodio;
- sgrassanti: l’alcalinità del bicarbonato è troppo limitata per permettere di rimuovere efficacemente lo sporco grasso senza l’ausilio di tensioattivi o altri componenti;
- anticalcari: il carbonato di calcio che compone il calcare si scioglie in ambiente acido, esattamente l’opposto di quello che si viene a creare quando si applica il bicarbonato di sodio (rispetto al quale è consigliato utilizzare invece l’acido citrico);
- ammorbidenti: anche in questo caso è necessario utilizzare sostanze in grado di ridurre le cariche elettrostatiche tra le fibre dei tessuti per renderle più morbide al tatto, cosa che non è possibile con il bicarbonato che anzi potrebbe contribuire ad incrostarle;

Ora che conosciamo meglio le proprietà chimiche di questa sostanza, vediamo insieme dove e come non utilizzarla quando pulite la vostra casa o effettuate la vostra beauty routine:
- sulla ceramica, per evitare la formazione di una sgradevole patina bianca e di strisce chiare difficili da eliminare se non accuratamente risciacquato;
 - su argenteria, superfici in alluminio e oggetti placcati, per evitare che l’effetto abrasivo generato dal suo strofinamento possa rovinarli o opacizzarli;
- su superfici in legno e vetro, la cui delicatezza potrebbe risultare intaccata da striature visibili e permanenti;
 - su pelle e capelli, per non danneggiare la cute e causare secchezza, irritazioni o persino fastidiose infiammazioni dovute al contatto diretto con le sue proprietà alcaline e abrasive;
- può essere usato come antiacido sciolto in acqua contro i bruciori di stomaco, anche se spesso sono preferite le proprietà naturali di piante come il finocchio, l’anice e lo zenzero.

Ecco quindi che una delle sostanze più utilizzate nelle nostre case si rivela non solo meno efficace di quanto pensiamo, ma addirittura dannosa se impiegata per le pulizie di determinati materiali.
Il nostro consiglio è perciò quello di ricorrere sempre con fiducia ai prodotti detergenti disponibili in commercio, ricordandovi sempre di leggere con attenzione l’etichetta presente sulla confezione per assicurarvi che le loro proprietà siano adatte al tipo di attività che avete in mente di fare.

 

Per approfondimenti potete leggere:
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