Come usare la pietra ollare e come prendersene cura

Tra gli utensili da cucina che negli ultimi hanno vissuto una fase di utilizzo sempre maggiore nelle case degli italiani troviamo la pietra ollare, una roccia metamorfica di colore verde, grigio o nero prevalentemente impiegata nella creazione di piastre per la cottura di cibi, pentole e padelle.
Conosciuta anche come steatite, questa pietra deve il suo aggettivo caratteristico al fatto che veniva tradizionalmente usata per produrre le olle, nome latino delle pentole, mentre il nome scientifico, che si rifà al vocabolo greco per grasso, fa riferimento alla sensazione oleosa che rimandano le superfici realizzate con essa, sulle quali è possibile effettuare una cottura sana e dietetica senza l’aggiunta di alcun tipo di grasso, evitando così sia fumi dannosi per la salute che incrostazioni difficili da rimuovere.

Al primo utilizzo dopo l’acquisto è consigliato lavarla con acqua salata e, una volta asciugata, ungerne entrambi i lati con olio vegetale o strutto, lasciandola riposare per 24 ore fino a quando non lo avrà completamente assorbimento.
Per utilizzarla sarà poi sufficiente disporla sopra alla fiamma dei fornelli o a una brace ardente, premurandosi di riscaldarla in modo graduale e uniforme, facendo in modo che il calore raggiunga tutta la superficie con la stessa intensità, evitando così che si formino crepe causate dallo sbalzo termico.

Una volta controllato che sia stata raggiunta la massima temperatura indicata per la cottura, si potranno quindi disporre alimenti come carne e pesce ed eventualmente anche verdure e tuberi da preparare al cartoccio conditi unicamente con spezie, mentre l'aggiunta dell’olio andrà fatta successivamente.

Terminata la fase di cottura, è poi necessario attendere che la pietra si sia completamente raffreddata prima di procedere con la pulizia, evitando assolutamente di cercare di accelerare il processo utilizzando dell’acqua fredda, perché il brusco cambio di temperatura potrebbe danneggiarla permanentemente.
Una volta trascorso il tempo necessario (lasciarla riposare tutta la notte se la usate per una serata) si può procedere con la pulizia, per il quale non bisogna possibilmente utilizzare detersivi che finirebbero col penetrare nelle porosità della roccia.
Per riportarla alla sua bellezza naturale è opportuno ricorrere all’utilizzo di un raschietto di plastica per rimuovere delicatamente i residui di cibo incrostati; è eventualmente possibile completare l’operazione strofinando con una spugna imbevuta d’acqua, eventualmente con aggiunta di aceto o limone tenendo presente però che questi ingredienti non danno un reale contributo al risultato, che sarà interamente legato alla asportazione fisica dello sporco incrostato per azione meccanica.

La permanenza di residui nella porosità della pietra è pressochè inevitabile, per cui è consigliabile riservare questo utensile ad un solo tipo di cibo (carne o pesce o verdura) se volete evitare la commistione di sapori. Per una pulizia più professionale e sicura è anche possibile trovare in commercio alcuni detergenti o smacchiatori specifici che possono essere applicati direttamente su questo materiale senza rischiare di rovinarlo.

Ora che anche la pietra ollare non ha più segreti per voi, non vi resta che acquistarne una e iniziare a preparare il vostro cibo in un modo completamente nuovo di cui non potrete più fare a meno!


 

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