Il tuo maglione di lana preferito è diventato tre taglie più piccolo? Segui i nostri consigli e non succederà più!

A chi non è mai capitato di ritrovarsi con un maglione di lana da buttare a causa di un bucato sbagliato? Questi capi sono tanto caldi quanto delicati.

Morbida e calda, la lana è una fibra tessile naturale molto versatile e duratura, a patto, ovviamente, che venga lavata con le giuste attenzioni.

Ne esistono di varie tipologie: Merino, Cashmere, Vigogna, Alpaca… ciascuna delle quali ha caratteristiche proprie ma tutte accomunate dall’alta capacità termica, che permette di trattenere il calore del corpo e farvi stare al caldo anche nelle fredde giornate invernali.

A seconda del capo (maglioni, giacche, calze, coperte) dovremo prestare una particolare attenzione nel lavaggio. Ecco alcune considerazioni generali per la pulizia e la cura di questo tessuto prezioso.

Per la lana esistono detergenti specifici (http://pulitiefelici.it/it/blog/gio-08012015-0932/detersivi-con-un-tocco-piu), ma vanno bene anche quelli delicati tradizionali che non contengono enzimi, purché si presti particolare attenzione alla temperatura di lavaggio. Di base i capi di lana prediligono infatti il lavaggio a mano in acqua tiepida, un ammollo di 20 minuti circa evitando sfregature dannose per il tessuto.

Se però il tempo scarseggia e non siete particolarmente bravi in tutto ciò ché richiede delicatezza, la lavatrice andrà benissimo.

In questo caso dovrete usare un programma specifico di lavaggio a freddo o con temperature molto basse, massimo 30°, stando attenti a non caricare troppo il cestello (circa 2/3 della capacità di carico) in modo che il capo sia libero di muoversi e, in combinazione con la schiuma che caratterizza i detersivi specifici, eviti uno sfregamento eccessivo. Assicuratevi inoltre che la centrifuga operi a bassa velocità e per un tempo limitato.

Oltre al lavaggio, anche l’asciugatura è un momento importante. Stendere i maglioni di lana, per esempio, è un’operazione che richiede attenzione: i capi lavati a mano infatti saranno particolarmente bagnati, anche dopo averli strizzati delicatamente, e così pure quelli lavati in lavatrice, visto che la centrifuga non potrà mai essere eccessiva. È sconsigliabile pertanto appenderli completamente in verticale, perché il peso dell’acqua tenderà ad allungare il tessuto con il rischio di deformarlo. Provate a sfruttare i bracci laterali dello stendibiancheria come appoggio orizzontale per la prima parte dell’asciugatura. Quando poi i capi saranno appena umidi (i maglioni per esempio) allora potete procedere ad appenderli verticalmente (sempre, ma questa è una regola generale, dalla vita in giù).

Una maggiore cura eviterà alla lana di infeltrirsi: esistono capi che richiedono ancora più attenzione. In questo caso, per vostra tranquillità, potrete eventualmente valutare se non sia il caso di ricorrere al lavaggio a secco per evitare di combinare danni. Giacche, coperte e trapunte di lana sono i principali indiziati: fate respirare questi capi all’aria aperta e una volta ogni tanto (a seconda dell’uso e delle esigenze) considerate un lavaggio professionale.

Particolarmente importante è anche la cura da dedicare per la conservazione degli abiti nell’armadio ed evitare che le tarme pasteggino a loro piacimento regalandoci a sorpresa diversi buchini nei nostri capi preferiti. Ma questo è un problema di altre stagioni, quando i capi di lana non vengono usati a lungo, per cui ne riparleremo al momento opportuno, non temete!

Seguite questi semplici consigli e allungherete la vita dei vostri capi preferiti.

 

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